
Morgan Dick scrittrice canadese di Calgary, grazie ai suoi racconti ha ricevuto una nomination al Pushcart Prize. Di solito la si può trovare a fare escursioni sulle Montagne Rocciose, a sfrecciare con gli sci di fondo o a inventare storie con i suoi nipoti, i migliori scrittori in assoluto. La figlia preferita, in fase di pubblicazione in otto paesi, è il suo romanzo d’esordio.

Editore: Fazi Editore
Data di uscita: 5 maggio 2026
Pagine: 372
Prezzo: 19.00 €
Due sconosciute. Nulla in comune. A parte il padre.
Mickey e Arlo sono sorellastre, ma non si sono mai parlate né incontrate. Quando Mickey era bambina il padre ha abbandonato lei e la madre condannandole a una vita di disagi e ristrettezze. Mickey, da allora, ha deciso di eliminarlo dai suoi pensieri. Sta bene senza di lui: sì, beve, ma solo qualche volta; sì, sul suo conto ci sono 181 dollari, ma il lavoro come maestra d’asilo le dà grandi soddisfazioni. Non ha nulla a che spartire con Arlo, la cocca di papà, brillante psicologa cresciuta nell’agio che del padre adora tutto: la sua risata, il suo savoir faire, il profumo della sua acqua di colonia. Quando lui muore, però, per lei le cose si mettono male. Essere una terapeuta non l’ha affatto preparata al lutto e, come se non bastasse, l’amato papà ha deciso di lasciare l’intera eredità a Mickey. Cinque milioni di dollari. Ma a una condizione: Mickey dovrà sottoporsi a un ciclo di psicoterapia prima di poter ricevere il denaro. La psicologa designata è proprio Arlo. Lavorando insieme come terapeuta e paziente, senza sapere di essere in realtà sorelle, le due donne si ritroveranno a intraprendere un percorso che potrà distruggerle o salvarle entrambe.

La figlia preferita è il romanzo d’esordio della scrittrice canadese Morgan Dick, un primo romanzo davvero interessante, ci troviamo immersi in una commedia nera che tocca tematiche molto sensibili e attuali, trattate in chiave frizzante e leggermente ironica.
In La figlia preferita sono trattate differenti dinamiche familiari disfunzionali, entrambe le protagoniste e voci narranti scaveranno all’interno di loro stesse e ci snoccioleranno i loro traumi; inoltre, il romanzo affronta temi come l’abbandono, diverse forme di dipendenza, comprensione e collaborazione, crescita e salvezza personale.
Le protagoniste sono due sorellastre, Michelle e Charlotte, Mickey e Arlo; le due non si sono mai conosciute durante la loro infanzia e adolescenza, entrano in contatto in un modo tragico e allo stesso tempo curioso. Mickey è stata abbandonata dal padre alcolizzato quando era solo una bambina, quasi non si ricorda più l’uomo che le ha strappato la felicità e dal quale ha ereditato la forte dipendenza dall’alcol. Arlo è la seconda figlia, fedele e devota, attaccata al padre in modo morboso nonostante i suoi numerosi difetti, lo ha assistito durante tutte le fasi della malattia che lo ha portato alla morte.
Prossimo alla dipartita, questo padre disfunzionale ha deciso di modificare il testamento unicamente a favore di Mickey, lasciandole in eredità ben 5 milioni, fruibili solo nel caso in cui la figlia avesse portato a termine sette sedute di psicoterapia. La psicoterapeuta con la quale avrebbe dovuto affrontare il percorso? Arlo, naturalmente!
In questo quadro drammatico avviene l’incontro tra le due sorelle, inizialmente né Arlo né Mickey sono a conoscenza della verità, la prima a mettere insieme i pezzi e appropriarsi a forza della conoscenza è Arlo, Arlo decide di non confrontarsi subito sulla reale situazione con la sorella, sospettando che Mickey fosse a conoscenza di tutto.
Tra una seduta di psicoterapia e l’altra seguiamo Mickey e Arlo affrontare i problemi che affliggono le loro vite, dinamiche differenti che riusciranno in qualche modo ad affrontare insieme, prendendo consapevolezza di quanto simili siano in fondo le loro sofferenze.
Lo stile di scrittura di Morgan Dick mi è piaciuto, ho trovato la sua penna molto piacevole, fluida e diretta; ho apprezzato tanto il velo d’ironia che caratterizza l’intero romanzo donandogli le sfumature di una commedia nera senza però rendere banali le tematiche delicate affrontate.
La figlia preferita è stata una lettura davvero piacevole, mi piacerebbe leggere in futuro altri romanzi dell’autrice!


Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Fazi Editore per la copia omaggio